Terra vasta che ti cantarono

Terra vasta che ti cantarono fertile e amena per me fruttasti il maturare dei miei pensieri. La nebbia a sorsi versata sulle pianure e impigliate le sue maglie sugli alberi sparuti dissetò l’anelito di consapevolezza. Vidi genti arrancare, ombre impelagare lente nei sordidi fossi e annaspare nella bruma senza meta. I cortili scorticati tracciare orizzonti unici immaginabili, oltre cui spossate agonizzano le nutrie. Vortici di zanzare sciamare ignare e disegnare colonne di brulicante stasi. Lembi pendono ancora del mio essere da quei rami come spauracchi ad atterrire i tordi. Quanto affanno porta con sé il sole per forare quelle coltri!

Jesi

25 ottobre 2019

Jesi

25 ottobre 2019

Terra vasta che ti cantarono

Terra vasta che ti cantarono fertile e amena per me fruttasti il maturare dei miei pensieri. La nebbia a sorsi versata sulle pianure e impigliate le sue maglie sugli alberi sparuti dissetò l’anelito di consapevolezza. Vidi genti arrancare, ombre impelagare lente nei sordidi fossi e annaspare nella bruma senza meta. I cortili scorticati tracciare orizzonti unici immaginabili, oltre cui spossate agonizzano le nutrie. Vortici di zanzare sciamare ignare e disegnare colonne di brulicante stasi. Lembi pendono ancora del mio essere da quei rami come spauracchi ad atterrire i tordi. Quanto affanno porta con sé il sole per forare quelle coltri!

Terra vasta che ti cantarono

Terra vasta che ti cantarono fertile e amena per me fruttasti il maturare dei miei pensieri. La nebbia a sorsi versata sulle pianure e impigliate le sue maglie sugli alberi sparuti dissetò l’anelito di consapevolezza. Vidi genti arrancare, ombre impelagare lente nei sordidi fossi e annaspare nella bruma senza meta. I cortili scorticati tracciare orizzonti unici immaginabili, oltre cui spossate agonizzano le nutrie. Vortici di zanzare sciamare ignare e disegnare colonne di brulicante stasi. Lembi pendono ancora del mio essere da quei rami come spauracchi ad atterrire i tordi. Quanto affanno porta con sé il sole per forare quelle coltri!

Jesi

25 ottobre 2019

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Terra vasta che ti cantarono

Terra vasta che ti cantarono fertile e amena per me fruttasti il maturare dei miei pensieri. La nebbia a sorsi versata sulle pianure e impigliate le sue maglie sugli alberi sparuti dissetò l’anelito di consapevolezza. Vidi genti arrancare, ombre impelagare lente nei sordidi fossi e annaspare nella bruma senza meta. I cortili scorticati tracciare orizzonti unici immaginabili, oltre cui spossate agonizzano le nutrie. Vortici di zanzare sciamare ignare e disegnare colonne di brulicante stasi. Lembi pendono ancora del mio essere da quei rami come spauracchi ad atterrire i tordi. Quanto affanno porta con sé il sole per forare quelle coltri!

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25 ottobre 2019

Terra vasta che ti cantarono

Terra vasta che ti cantarono fertile e amena per me fruttasti il maturare dei miei pensieri. La nebbia a sorsi versata sulle pianure e impigliate le sue maglie sugli alberi sparuti dissetò l’anelito di consapevolezza. Vidi genti arrancare, ombre impelagare lente nei sordidi fossi e annaspare nella bruma senza meta. I cortili scorticati tracciare orizzonti unici immaginabili, oltre cui spossate agonizzano le nutrie. Vortici di zanzare sciamare ignare e disegnare colonne di brulicante stasi. Lembi pendono ancora del mio essere da quei rami come spauracchi ad atterrire i tordi. Quanto affanno porta con sé il sole per forare quelle coltri!

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© 2023 Michele Pastore. All rights reserved.

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